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Morto Marchesi, il re della cucina



2018 1 febbraio

Morto Marchesi, il re della cucina

Morto Marchesi, il re della cucina
martedý 26 dicembre 2017

il presidente regionale dei  cuochi del friuli venezia giulia Matrinella Ferigo fa le condoglianze alla famiglia del piu grande cuoco Italiano.

Si è spento a 87 anni nella sua abitazione di Milano, lo chef Gualtiero Marchesi, fondatore della "nuova cucina italiana". Malato di tumore da tempo, il titolare del ristorante Teatro la Scala - Il Marchesino", vicino al teatro La Scala, passerà alla storia come colui che rese i cuochi del Belpaese artisti da artigiani che erano. Tra gli chef italiani più noti a livello internazionale, aveva ricevuto, nella sua lunga carriera, numerosi riconoscimenti ed onorificenze e aveva aperto nel 2004 a Parma la scuola di chef più importante della penisola, l'Alma di Colorno. Tra i suoi allievi hanno figurato celebrità come Carlo Cracco e Davide Oldani. Marchesi era inoltre noto al grande pubblico come personaggio televisivo grazie a programmi come "Il pranzo della domenica" su Canale 5 e Piatti e Cocktail d'Arte su Sky Arte.
Primo chef italiano a ricevere le tre stelle Michelin (e primo al mondo a restituirle), fautore della "cucina totale", dove ogni elemento - dal servizio alla tovaglia - concorre all'esperienza gastronomica, Marchesi è ritenuto l'uomo che, negli anni '70, importò in Italia il concetto di alta cucina, innovando profondamente la tradizione culinaria nazionale. Figlio d'arte, milanese DOC, i suoi genitori gestivano il ristorante dell'albergo "Mercato". Dal '48 al '50 frequentò la scuola alberghiera di Lucerna, in Svizzera, ,ma a cambiare la sua vita (e la nostra) fu il periodo di formazione trascorso negli anni '70 in Francia, dove apprese i fondamenti della Nouvelle Cuisine, insegnamenti che applicherà al ritorno in patria, aprendo un suo ristorante nel 1977. Due anni dopo aveva già totalizzato due stelle. La terza arrivò nell'86. 
La polemica con Michelin: "Non subordinare la passione ai voti"
"Nel 1993 chiude il ristorante di Milano e apre, in Franciacorta, il ristoranteRelais&Chateaux L’Albereta, innovativo progetto di ristorazione e alloggio di lusso, che fino al 1996 conserva tre stelle ma nel 1997 ne perde una", ricorda il Corriere, "che non avrebbe più ripreso. «Poco male, a ogni stella che cade esprimo un desiderio», era stato il suo commento, come sempre ironico. Nel 2008 rientra a Milano per aprire il ristorante «Teatro alla Scala - Il Marchesino» e sceglie di rinunciare ai punteggi delle guide, tutte: della Michelin ma non solo. Indice una conferenza stampa e annuncia di non volersi più soggiogare al giochino dei punteggi".
"Ciò che più m'indigna è che noi italiani siamo ancora così ingenui da affidare i successi dei nostri ristoranti — nonostante i passi da gigante che il settore ha fatto — a una guida francese. Che, lo scorso anno, come se niente fosse, ha riconosciuto il massimo punteggio a soli 5 ristoranti italiani, a fronte di 26 francesi. Se non è scandalo questo, che cos'è?", dichiarò Gualtieri, "quando, in giugno, polemizzai con la Michelin lo feci per dare un esempio; per mettere in guardia i giovani, affinché capiscano che la passione per la cucina non può essere subordinata ai voti. So per certo, invece, che molti di loro si sacrificano e lavorano astrattamente per avere una stella. Non è né sano, né giusto".Nel 2010 la sua Milano gli dedicò una mostra al Castello Sforzesco che ne ripercorreva la vita e le opere. L'ultimo tributo al suo genio "Gualtiero Marchesi - The Great Italian", un biopic presentato all'ultima edizione del festival di Cannes.
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Il docu-film dedicato a Gualtiero Marchesi (D La Repubblica)

 

 

La bellezza è come una ricca gemma per la quale la montatura migliore è la più semplice ( Bacone ). questa era l’aria che si respirava durante le esequie presso Al Chiesa di Santa Maria del Suffragio a Milano. Un lungo applauso ha accolto sugli scalini della chiesa all’arrivo della bara del Maestro Gualtiero Marchesi, anche se lui non amava essere chiamato Maestro. Il parterre era di grandissimo ordine, la commozione spezzata dalle note del violino, come quel primo violino che trascinava tutta l’orchestra e i suoi musicisti. Arte, musica e cucina, le sue passioni inscindibili che generosamente ci regalava. Da suoi discorsi amava ripetere.
“ In ogni arte, ciò vale, anche per la cucina, la grande raffinatezza consiste nella sintesi e nella semplicità. Evidentemente bisogna rifarsi alla tradizione, ma, bisogna dimenticarla, senza tuttavia tradirla per negligenza o per non volerne tenere conto. E’ così che si diventa cuochi, senza pregiudizi ne anarchici che nella confezione di un piatto conoscono solo la legge dell’equilibrio imposta dalla tua”.
E aggiungeva di Toulouse- Lautrec, “La cucina come l’arte, (come l’arte), non è destinata agli incivili, ai rozzi, ai filistei”.
E dal suo grande amico Eugenio Medagliani, “Le sue ricette, volutamente essenziali persino nel linguaggio, rappresentano la sua poetica, la sua filosofia. Sono, insomma, il succo della sua vita. La storia successiva, non la racconto, perché anche voi, ormai, la conoscete.
Addio Maestro
  Francesco Alessi