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Gli chef triestini Daniele Valmarin



2017 30 novembre

Gli chef triestini Daniele Valmarin

Gli chef triestini Daniele Valmarin
Edoardo Iurkic sul podio in terra di Puglia

Orgogliosa del risultato raggiunto assieme all'associazione

di Udine abbiamo di nuovo l,assTrieste in Fic Luca gioiello il nuovo presidente

Gli chef triestini Daniele Valmarin

e Edoardo Iurkic sul podio in terra di Puglia

 

 

Si è tenuta a Canosa di Puglia la quinta edizione del Trofeo “ERACLIO D’ORO”, Concorso nazionale individuale di Cucina, Pasticceria e Cake Design che ha visto ancora una volta protagonista lo chef triestino Daniele Valmarin patron dell'Hostaria Ai 3 Magnoni che si è classificato secondo nella sezione Cucina Professionisti seguito a ruota dall'altrettanto triestino Edoardo Iurkic.

L’ “Eraclio d’Oro”, competizione individuale aperta agli iscritti F.I.C. e non, tradizionalmente era un evento dedicato ai concorrenti pugliesi, ma quest’anno ha aperto le porte anche a professionisti provenienti anche da altre regioni.

Valmarin e Iurkic hanno dovuto cedere la medaglia d'oro Francesco Losapio, biscegliese doc, chef del ristorante dello Sporting Club di Trani.

Losapio ha presentato un piatto a base di carne equina marinata “A Cavallo dei ricordi”, Valmarin la sua “ Pasta e fagioli con influenza a km 1096 da semola Senatore Cappelli, aglio di Resia e Cozze” mentre Edoardo Iurkic ha proposto “Di grotta, di campo e di mare con pasta alle erbe di campo”. Premio speciale della Giuria, alla carriera è stato assegnato a Giacomo Sinisi di Andria con la sua “Pasta di semola di grano duro e farina di ceci con farcitura”.

Una cinquantina tra cuochi, pasticceri e cake designer i concorrenti che si sono sfidati per aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento dell’“Eraclio d’Oro”, promosso dall'Associazione Cuochi e Pasticceri della Provincia di Barletta–Andria–Trani, giunto quest’anno alla sua V edizione. Particolare molto importante la sinergia nata tra l'Acp Bat e la Delegazione Provinciale della Lega Italiana Lotta ai Tumori per fare fronte comune in nome della buona tavola e della salute.

 L’Acp Bat ha voluto rinnovare con questa quinta edizione il proprio impegno nella ricerca e nella promozione di nuove professionalità nei settori di cucina, della pasticceria e, novità assoluta, del cake design.

 Grande attenzione sicuramente è stata rivolta al mondo dei Professionisti, ma un occhio di particolare riguardo è stato riservato agli allievi under 26, al fine di trasmettere loro sia quello che potremmo definire il "patrimonio agroalimentare" sia a quella che è la cultura della tavola ereditata da chi conosce già in maniera approfondita questo mestiere tanto duro ma altrettanto affascinante. Ed è proprio questa l'ottica per cui l'organizzazione ha voluto scegliere tre prodotti base della gara poveri ma nobili, ovverosia olio, frumento e legumi.

 

 

La manifestazione ha convogliato sulla città e su tutto il territorio della provincia l’attenzione non solo degli addetti ai lavori ma anche dei media e degli appassionati del settore. Questo territorio è una fucina di prodotti gastronomici di eccellenza e gli organizzatori, diretti dal Presidente Michele Erriquez, si aspettavano dai partecipanti proposte di altissimo livello e qualità.

 

I partecipanti si sono sottoposti al giudizio di una giuria qualificata chiamata a valutare le proposte di cucina e di pasticceria elaborate da professionisti e under 26; la singolare Disfida ai… Fornelli ha invitato tutti i concorrenti ad un compito alquanto complicato, quello di associare tecnica, originalità, innovazione e gusto. E così è stato.

 

Dopo le sessioni mattutine e pomeridiane del concorso tenutosi presso il salone delle feste "Lo Smeraldo" di Canosa di Puglia, l'evento si è concluso con una cena di gala nel corso della quale si sono tenute la proclamazione dei vincitori e le premiazioni.

 

Gli altri vincitori del concorso:

 

Cucina allievi

  1. Mirko Saggese (Barletta) con “Lingotto di baccalà e lenticchie rosse”

  2. Enrico Dibenedetto (Barletta) con “Pasta sarda e burrata con pomodori secchi”

  3. Michele Valentino (Cerignola) con “Miseria e Nobiltà a base di crema di fave”

 

Premio speciale della Giuria come migliore allievo di Scuola Alberghiera, categoria cucina e pasticceria: Renato Hasanaj (Canosa di Puglia, origini albanesi) con“Sgombro in olio di cottura su cipolle in agrodolce”

 

Pasticceria professionisti

  1. Francesco Montereale (Andria) con la torta “June 1st”

  2. Giuseppe Lastella (Andria)con “Dolci tesori di Puglia”

 

Pasticceria allievi

  1. Stefano Tolentino (Minervino Murge) con il dolce “Sapori di campagna”

  2. Gianluca Lacasella (Bisceglie) con “Dolce Terronia”

  3. Chavez Munoz Sujey Esdenka(Belvedere Ostrense – Ancona) con “Cioccolato che abbraccia la Puglia”

 

Cake Design

  1. Enrica Altieri (Giovinazzo)

  2. Tiziana Profeta (Spinazzola)

  3. Maria Pia Cognetti (Trinitapoli)

Vi presentiamo la signora Marinella, la cuoca che insegna ai giovani chef il valore delle tradizioni

Far incontrare tradizioni e innovazione è il sogno di molti, ed è una specie di slogan che si sente usare spesso, in questi anni di riscoperta del mangiar sano e del vivere slow. Ma, come ogni sogno, sarebbe destinato a rimanere tale, senza qualcuno che impieghi tempo e risorse per farlo diventare realtà.

La signora Marinella Ferigo è esattamente una di queste persone. L’abbiamo conosciuta presso il ristorante Ai Celti, che gestisce da quasi vent’anni in quel di Gemona del Friuli, con la stessa pazienza e passione che l’ha accompagnata in ogni altro suo impiego.

Quando le tradizioni sposano l’innovazione

Instancabile lavoratrice, Marinella sa bene che la sua attività, e la ristorazione in generale, può avere un futuro degno solo se le generazioni più esperte sapranno tramandare a quelle nuove i valori più importanti in cucina, nel commercio e nello stile di vita.

Nella sua qualità di presidente dell’Unione Cuochi del Friuli-Venezia Giulia, la signora Marinella spende gran parte del suo tempo per aiutare i giovani cuochi ad emergere e per promuovere le loro attività, dispensando impagabili consigli, che possono derivare solo dalla saggezza di chi si è “fatto con le proprie mani”.

Il messaggio che desidera trasmettere alle nuove generazioni è proprio questo: impegnarsi, non arrendersi, coltivare le proprie passioni. E soprattutto osare, perché le tradizioni più antiche possono avere un futuro solo se c’è chi è disposto a reinterpretarle in chiave moderna.

Una vita guidata dall’impegno e dalla passione

E’ proprio così che nascono i nuovi talenti: i migliori chef del momento sono quelli che alle ricette tipiche affiancano le nuove esigenze del mangiare bio, quelli che conoscono i più moderni ritrovati tecnologici per la conservazione e la preparazione del cibo, ma non dimenticano il valore insostituibile dei forni a legna, delle pentole in rame, degli alimenti a chilometro zero.

E la vita della signora Marinella parla proprio di questo: di quanto sia importante saper cucinare con ciò che si trova nei campi, saper improvvisare e conoscere le qualità di ogni singolo alimento.

In gioventù trascorre spesso le vacanze in Abruzzo, dove risiede la suocera, che accompagna nelle sue lunghissime passeggiate per le valli, alla ricerca di erbe spontanee. Qui riesce a carpire ogni segreto delle principali erbe da cucina, e impara l’importanza di saper inventare ricette con ciò che si ha a disposizione.

Dopo alcune esperienze lavorative in Svizzera e in Germania, ed un impiego nel settore alberghiero ad Abano, arriva l’occasione di mettere a frutto le sue conoscenze, quando le viene proposto di gestire il ristorante Ai Celti a Gemona del Friuli.

Un ristorante che vi raccomandiamo e che le assomiglia, perché vive di cordialità, buona tavola e mangiar sano, dove i piatti vengono decisi giorno per giorno, in base alle disponibilità nelle dispense. Provate i suoi primi piatti come i tortelli ed i sughi ottenuti senza cuocere gli ingredienti, ma frullandoli con l’olio: ci darete ragione!

Inseguire i propri sogni e valorizzare il territorio

L’esempio della presidente Marinella, quindi, è questo: puntare sui giovani, quei giovani che amano il proprio territorio e sono in grado di promuoverlo al meglio. La sua collaborazione con l’Unione Cuochi nasce proprio da questo desiderio di continuità, dall’obiettivo di infondere nei giovani chef la voglia di restare ed emergere, per tramandare a loro volta il proprio sapere.

E dalla collaborazione tra diverse generazioni nascono, a volte, nuove inaspettate delizie culinarie. Insieme al giovane chef emergente Davide Patat, infatti, Marinella ha inventato una nuova ricetta: uno speciale raviolo alla friulana. I suoi Cjapiei di San Marc sono destinati a diventare un nuovo piatto simbolo di Gemona e di tutto il Friuli.

Volete un anticipazione? Ecco gli ingredienti: farina di polenta di mais cinquantino e ripieno di formaggi della latteria turnaria di Campolessi, fichi secchi e burro fuso. Il risultato è davvero straordinario: venitelo a provare!