Chef: Giorgio Busdon



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 le ricette:

Crema di crescione e spuma di Lumache | Crema di Canoce e sformato di Zucchine | Crema di Fagioli con polipo e basilico | IL PIATTO DEL FATTORE |

profilo dello Chef:

GIORGIO BUSDON Nato ad Abbazia, in Istria, nel 1946 Numerosi sono i ristoranti dove ha prestato servizio professionale: a Grado, dove conduce gli studi presso la Scuola Nautica, inizia la sua attivitā professionale, lavorando stagionalmente presso l'Hotel Savoy ed il Ristorante Moretti, a Tricesimo presso il Boschetti, a Udine al Friuli, di nuovo a Grado al Villa Venezia, a Trento all'Hotel Sport Monte Bondone, a Campoformido al Vinidoro e dal 1974 lavora a Udine presso l'Albergo Astoria Italia. Tra gli eventi professionali particolarmente impegnativi e prestigiosi sono da ricordarsi i pranzi per diversi Presidenti della Repubblica Italiana, da Saragat, a Leone, a Pertini, per il Re Carlo d'Inghilterra, ed i banchetti organizzati sulle navi, come sull'Amerigo Vespucci a Venezia. Ma lo Chef Busdon č molto impegnato anche sul fronte culturale-associativo, essendo fra i promotori dell'Associazione Friulana Chefs di Alta Cucina, della Federazione Italiana Cuochi della sezione di Udine, del Progetto "Quattro Stagioni", č membro della "Chaine des Rotisseurs". E' autore, assieme all'amico e collega Germano Pontoni, dei libri "Frico e ...", edito nel 19 e del recente "Sopis e mignestrs", Edizioni Leonardo. · persone che hanno avuto rilievo particolare nella sua crescita professionale: il fratello Guerrino Busdon che gli ha impostato le basi per l'elaborazione di una personale filosofia di cucina, lo Chef Antonio Frisone che lo ha fatto profondamente innamorare del mestiere, Giovanni Gallinaro con il quale aveva maturato un sodalizio professionale particolarmente brillante e significativo, Walter Filipputti che lo ha incitato alla formulazione di un originale stile interpretativo della cucina · piatto preferito: il pesce in generale, che ama preparare per qualunque portata · poetica della sua filosofia di cucina: rifiuto della mistificazione dei sapori: le preparazioni, che comunque devono essere variate, devono tendere alla semplicitā, no all'esasperata elaborazione, per preservarne la purezza del sapore (e del profumo!) naturale; l'aspetto visivo non deve essere a discapito del gusto e dell'olfatto · consigli per i givani cuochi: essere umili, disponibili al confronto, conoscere e tutelare la tradizione ed essere aperti alle novitā
Elena Busetti