L'iperico o erba di San Giovanni

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CUOCO: Negro Sergio
L'iperico o erba di San Giovanni
Una pianta ad alta valenza terapeutica
FUOCOLENTO Franco Fornasaro


L'iperico ha alimentato per lungo tempo la fantasia popolare, per le foglie con il carratteristico aspetto bucherellato e per il lattice sanguigno che sgorga, strappando i fiori dai peduncoli.
Dall'impiego terapeutico derivano inoltre, i tantissimi nomi popolari che contraddistinguono la pianta: impeja,millebuchi, perico, pelico, pirico, piricoccu. Nel Medioevo veniva indicata come bipericon, in particolare trafurella, per l'aspetto dalle foglie perforate che conferirebbero la proprietà di proteggere dalle folgori e dai fulmini. Erba di san Giovanni,
o scacciadiavoli, per l'uso di raccoglierla il 24 giugno, giorno del santo, e farne dei mazzetti da appendere sulla porta di casa come protezione dai diavoli (anticamente chiamata anche fuga demonum, per la convinzione che esercitasse un potere assoluto sugli spiriti del male, grazie al suo odore d'incenso che era il profumo di Dio) e più in generale dalle malattie.
Aspetti botanici. L'iperico predilige i prati aridi, i limiti delle boscaglie, i bordi di boschi lungo le vie e gli incolti. In Friuli Venezia Giulia è alquanto frequente: ad esempio, in alcune zone del Carso, isontino e triestino, ai margini delle risorgive della Bassa Friulana, nella riserva naturale del Prescudin. Arriva fino ai 1600 metri s.l.m.

È presente anche in dimore di lusso nei parchi, dove viene coltivato, coccolato, vezzeggiato, viziato. Ben riscontrabile dalla fine della primavera e durante tutti i mesi caldi, fino alla fine dell'estate. Si presenta dunque con un fusto a due strette ali longitudinali, pianta diritta, glabra, bassa; con foglie opposte, da oblunghe a ovate, maculate trasparenti, con fiori gialli in infiorescenze a pannocchia composta. L'essiccamento si fa, o in un granaio in ghirlande, oppure steso su graticcio, comunque in posto riparato dal sole. Segnalo una curiosità registrata dalla viva voce di un vecchio contadino: "La raccolta va fatta alle ore 12.00 in punto del 24 giugno! Non deve piovere. E se piove? ...Rimandare, aspettare una bella giornata di sole, preferibilmente sempre in giugno".

Aspetti fotochimici e farmacologici. Ecco ì principi attivi principali: ipericina e derivati, fìavonoidi (iperoside), sostanze ad azione antibiotica {perforino), un derivato della floroglucina dalla struttura chimica che ricorda altri derivati amari presenti nel luppolo, tannini e modeste quantità di protocianidine (pigmenti rossi, responsabili del colore intenso dell'olio all'iperico). E una pianta medicinale - soprattutto nella forma farmaceutica di estratto secco - studiata molto a fondo negli ultimi decenni nei suoi principi attivi più importanti, anche per quanto riguarda le possibili interazioni con altri medicinali. Sino ad ora non sono stati registrati nell'uomo casi di avvelenamento acuto da preparazioni contenenti iperico tuttavia occorre tener presente aspetti legati alla fotosensibilità, specialmente in soggetti con I la pelle chiara, e alla possibile I fototossicità (rusb cutaneo, prurito ed eritema). Ecco un quadro sintetico di conoscenze, attenzioni e cautele. L'ipericina è fotosensibilizzante: a ciò va talvolta prestata attenzione, in caso di dosi elevate, onde evitare l'irraggiamento ad alta quota, o i bagni di sole.

Gli stessi preparati a base di ipericina sono sconsigliabili in gravidanza e durante l'allattamento, anche se finora non ci siano risultati certi di tossicità Altre sostanze, invece, presenti nelle preparazioni a base di Hypericum perforatum L. sono spesso connesse con il meccanismo di induzione di diversi enzimi responsabili del metabolismo dei farmaci. E ciò può portare a ridotti livelli plasmatici, e a minore efficacia, dei medicinali assunti contemporaneamente. Ad esempio, pazienti trattati con indinavir e, per estrapolazione, probabilmente anche con altri farmaci antiretrovirali per la terapia dell'infezione da HIV-1, non devono assumere prodotti contenenti preparazioni a base di iperico, poiché ciò può risultare significativo nella perdita dell'efficacia terapeutica e concorrere allo sviluppo di resistenza.

Si verifica pure diminuzione dei livelli plasmatici, o riduzione clinicamente rilevabile dell'efficacia del medicamento, quando esso sia somministrato insieme a contraccettivi orali; è sconsigliato, inoltre, l'uso concomitante con antidepressivi inibitori della ricaptazione della serotonina. Questi dati suggeriscono che le preparazioni a base di Hypericum perforatum inducono un vasto range di enzimi responsabili del metabolismo dei farmaci, come ad esempio il citocromo P 450 1 A2, 3 A4 e 2C9. Infine, sebbene gli studi su volontari non abbiano dimostrato interazioni con l'alcool, si raccomanda di evitarne l'assunzione durante il trattamento con il rimedio vegetale in questione.

Indicazioni terapeutiche. Viene impiegato nelle forme lievi di nevrosi depressiva (per esempio durante il climaterio, in caso di esaurimenti nervosi), finora l'efficacia è stata attribuita alle ipericine, tuttavia è necessario considerare anche possibile azione derivata dai biflavoni, che esercitano pure un'azione sedativa sul sistema nervoso centrale; per la presenza di tali elementi, trova utilizzo anche in stati lievi di asma. Molto interessanti le azioni locali, derivate da un uso popolare consolidato in tutta Europa. il rimedio, infatti, si dimostra estremamente efficace come antisettico sulle piaghe, sulle ulcere e sulle bruciature. In pratica, diminuisce i sintomi dolorosi a seguito dell'azione anestetica locale, leggera, ma costante, modera le reazioni infiammatorie e protegge i tessuti danneggiati, senza comprometterne la vitalità e senza determinare ritenzione, né suppurazione dei liquidi espulsi, favorendo la ricostruzione del rivestimento epidermico. Soprattutto la credenza popolare ha ragione quando associa il succo sanguinolento della pianta all'azione cicatrizzante sulle ferite! Inoltre, come antidiarroico (tannini), diuretico (fìavonoidi) e contro l'enuresi notturna.

Curiosità e ricette. Per uso interno: lasciare in infusione per quindici giorni circa, al sole naturalmente, 15 g di sommità fiorite e secche e un limone tagliato a pezzi in un litro di acquavite. Colare comprimendo accuratamente e zuccherare a volontà (se non si è diabetici!). Il liquore così ottenuto, dopo filtrazione per garza, è un efficace digestivo e/o un ottimo aperitivo. Quasi quasi verrebbe da dire che in ogni liquore "domestico" può entrare nella composizione un rametto di iperico.
Il liquido assumerà un colore rosa 0 rosso, piacevole a vedersi e innocuo allo stomaco. Per uso topico: far macerare per tre giorni 500 g di sommità fiorite appena raccolte, pulite e sminuzzate in un miscuglio di 1000 g di olio di oliva e 5000 g di vino bianco

(dalle nostre parte ad esempio un classico tocai, a pardon un... friulano!);in seguito bollire a bagno-maria fino a consumazione del vino. La soluzione filtrata che risulta da quest'operazione è di un bel rosso scuro, si imbevono compresse di garza con le quali si coprono le parti malate; uno strato ulteriore di garza e una benda completano la medicazione. • • •

Iperico
Famiglia delle Guttiferae
In altre lingue: Jobanniskraut - Sentjanievka - Rupicasta Pljuskavica
(Hypericum perforatum L)
Altri nomi regionali: Erba ài San Giovanni, Johannescraut (S), cosulute,
imperico, jerbe de san Zuan (F), arba di san Zuan (Ca), jane eva ro a (A.C),
balsamo de la Madalena, cantariol (I)
Partì utilizzate a scopo terapeutico:
Sommità fiorite (Hyperici herba)
Proprietà medicamentose:
Aperitivo, digestivo, astringente e antiacido gastrico, diuretico e
vermifugo, adattogeno nervino.
Modo d'impiego:
Infuso: da 15 a 30 g di sommità fiorite per litro d'acqua. Berne 3 - 4
tazze al giorno.
Tintura madre: 25 gocce 2volte al dì in poca acqua.
Opercolo (capsula) di estratto secco da 300 mg: 1x3, con un po' di acqua.
Adulti: una capsula al giorno tre volte al di con poca acqua.
All'esterno: in pomata, o ancora meglio sotto forma di olio.